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EPIDEMIOLOGIA

In generale il sesso maschile è più colpito rispetto a quello femminile con un rapporto di 2/1. La più alta incidenza nel sesso maschile è probabilmente da porre in relazione al più lungo periodo di crescita scheletrica e alla maggiore quantità di osso che si produce nel maschio rispetto alla femmina.
L’età di insorgenza è piuttosto variabile essendo massima l’incidenza tra la prima e la seconda decade di vita (61% dei casi).  Approssimativamente solo il 10% di tutti i sarcomi osteogenetici, infatti, colpisce soggetti di età superiore ai 60 anni . Le sedi maggiormente interessate sono, nei soggetti giovani, le ossa lunghe: femore (44%), tibia (17%), omero (15%), soprattutto al livello metafisario; nei pazienti ‘anziani’ queste regioni anatomiche sono colpite solo nel 14,5% dei casi, mentre la neoplasia si sviluppa più frequentemente a livello dello scheletro assile (27%), delle ossa cranio-facciali (13%) ed in sedi extrascheletriche (11%) .
Questi dati suggeriscono una ragionevole connessione tra lo sviluppo del sarcoma e la rapida crescita scheletrica che avviene durante il periodo adolescenziale.





 
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